MATERìa n. 5
MATERìa n. 5
COMITATO DI REDAZIONE
Claudia Babudri, Liliana Carone, Nicola De Matteo, Angela Di Liso, Ezia Di Monte, Maria Pia Latorre, Anna Materi, Celeste Maurogiovanni, Elvira Maurogiovanni, Chiara Troccoli Previati
COORDINAMENTO DI REDAZIONE
Maria Pia Latorre
Focus CORPI
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È dedicato al “Corpo” questo quinto numero di MATERìa. Una scelta dettata da ciò che questo nostro tempo ci sta consegnando: corpi umani curati, amati, abbracciati accanto a corpi offesi, vilipesi, degradati, in uno stridente contrasto che facciamo fatica a contenere.
Vittorino Andreoli, ne “La gioia di pensare” ci avverte del fatto che l'uomo, in una sorta di regressione antropologica, sta perdendo le facoltà mentali e l'anima. Si sta riducendo ad essere solamente un corpo. Cosa che gli consentirà al massimo di svolgere mansioni manuali, quelle che in epoca rinascimentale erano assegnate all’homo faber. Se scomparirà la componente ideativa scompariranno la meraviglia e i desideri, il piacere della conoscenza e i sentimenti.
Abbiamo più volte, in questo periodo, letto o ascoltato l’amara affermazione “non avrei mai immaginato in vita mia di assistere a tutto ciò”, ché la shakespeariana “nera schiena del tempo” ci sta piegando; e per noi il peso degli accadimenti è un pesante fardello da portare, un fardello che c’incurva e ci toglie il respiro.
Da qui possiamo decidere di stare in silenzio o decidere di reagire e dar voce al rammarico. Raccontare il bene e il male, con lucidità, consapevolezza e speranza. È questo MATERìa. Come “materia” cementizia che, interposta tra gli altri corpi, li riunisce nelle tessere di un mosaico, così opera il nostro gruppo, materia dalla solidità primaria e duttile, dalla capacità di resistere, dalla forza calcarea, dalla vocazione a proteggere e a valorizzare.
Soffermiamoci brevemente sul focus di questo numero. Il corpo ci appartiene, è la parte esteriore di noi, è il primo momento di contatto col mondo; noi ci muoviamo, agiamo in lui, ci sentiamo a nostro agio, proviamo benessere oppure sofferenza in lui. Il corpo, per taluni, è una parte della nostra inscindibile identità, per altri è l’unicum espressione dell’intera esistenza, con tutte le sue manifestazioni (intelligenza, memoria, affettività, ecc.). Ma, in taluni frangenti, è anche possibile percepirlo esterno a noi. A chi non è mai capitato di guardarsi agire?, come se ci fosse un osservatore esterno a fissarci. Talmente complessa la relazione corpo-psiche che non basta una vita intera a chiarirla. Dalla testa ai piedi ci passa tutto il corpo, mi viene, talvolta, di dire. E, ad uno sguardo più ampio, c’è da osservare che è proprio per il corpo (e grazie ad esso) che sono nate alcune delle attività fondamentali dell’umanità. Non è forse nata la musica per soddisfare il senso dell’udito? Non sono nati per soddisfare il gusto i prelibati piatti di ogni Paese del mondo? E l’arte e la bellezza non sono nate per soddisfare il senso della vista? Così come il mondo delle essenze è nato per soddisfare il senso dell’odorato. Senza dimenticare che l’affettività e la sessualità si avvalgono fortemente del senso del tatto.
Abbiamo bisogno di continua consapevolezza del corpo che cambia nelle varie fasi dell’esistenza, come abbiamo bisogno di entrare empaticamente in relazione con i corpi altrui, sopratutto quelli che vivono condizioni di sofferenza e limitazione; un esercizio che ci renderà più solidali e compassionevoli. Ricordiamo qui le centinaia di milioni di persone che vivono al di sotto della soglia di povertà, i malati terminali, i milioni di detenuti i cui corpi non hanno pressapoco più nulla di umano. Li ricordiamo perché non riusciamo a dimenticarli.
Questo nuovo numero contiene le interviste a Raffaele Morisco, medico e pittore barese, a Cinzia Santoro, giornalista impegnata sul fronte della denuncia sociale, alla bibliotecaria Paola Lupone, decana della promozione alla lettura in Puglia, alla poetessa Lucia Diomede e alla cantante Elisabetta Previati. Lo scrittore Nicola De Matteo ha composto un delicatissimo racconto in cui il corpo è intravisto, fotografato, incompreso. Ezia Di Monte apre una finestra sui giovani della Generazione Z. Celeste Maurogiovanni mette in relazione i corpi con le guerre, mentre Mauro De Pasquale ci racconta il corpo nella mitologia. Chiudono il numero, tra immagini e parole, per “Art-tem”, l’interessante itinerario sul corpo nell’arte, dal ‘68 ad oggi, a cura di Chiara Troccoli e l’immancabile e piacevole elzeviro di Elvira Maurogiovanni.
Buona lettura!
Maria Pia Latorre
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