MATERìa n. 1  ANNO 2022


COMITATO DI REDAZIONE

Claudia Babudri, Liliana Carone, Nicola De Matteo, Angela Di Liso, Ezia Di Monte, Maria Pia Latorre, Anna Materi, Celeste Maurogiovanni, Elvira Maurogiovanni, Chiara Troccoli

COORDINAMENTO DI REDAZIONE 

Maria Pia Latorre

Focus  SGUARDO



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Nasce oggi, con la giusta emozione che si confà al momento, MATERia, esperienza culturale voluta tenacemente da un gruppo di concreti sognatori – concedeteci l’ossimoro – che rispondono ai nomi di Liliana Carone, Nicola De Matteo, Ezia Di Monte, Maria Pia Latorre, Celeste Maurogiovanni, Elvira Maurogiovanni, Chiara Troccoli e Gheti Valente, riuniti intorno a questo progetto editoriale.

MATERia viene alla luce con l’entusiasmo di chi ogni giorno apre gli occhi al mondo in modalità positiva, con la fiduciosa certezza che tutto ciò che orbita intorno a noi è dono di vita, vita che s’agita talvolta flebile, più spesso prepotente; vita che si direziona o teme di smarrirsi, ma che continuamente s’interroga e cerca risposte per mantenere salda la barra del timone dell’esistenza, in questo periodo storico così complesso; vita che è bellezza, talvolta deflagrante da stordirci, a volte nascosta da doverla andare a cercare. E noi siamo qui per rintracciare e declinare le variegate forme della bellezza.

Ci siamo ritrovati sotto l’egida di MATERia per una serie di motivi.

Il primo, fondante, è che riteniamo necessario ribadire l’importanza, se non il primato, della materia in contrapposizione alla immaterialità della virtualità. In un’epoca in cui l’interconnessione globale sembra essere l’unica via percorribile per la sopravvivenza della civiltà del terzo millennio, noi affermiamo che sia necessario riprenderci spazi di vita reale, fatti di volumi e colori, di corpi e movimento, di sensorialità e percezioni, di imprevedibilità e fantasia.

MATERia è parola viva che ha in sé il concetto di origine, di germinale che concepisce nuova vita, di potenziale da esprimere, ed è evidente nella sua radice etimologica la presenza di una ‘mater’, cioè di chiunque si prende cura di qualcuno e qualcosa. Ecco, è proprio l’atto di prendersi cura che salva l’umanità e sempre ci commuove. Materia fisicamente siamo noi e ciò che è intorno a noi, e che si traduce filosoficamente in continua ricerca di risposte e di verità, con la speranza che sia materia di discussione ciò che di qui a poco leggerete.

Da materia a matrice il passo è breve, e come farsi sfuggire, per persone di penna quali noi qui presenti, l’occasione di considerare quel bellissimo oggetto che è il blocchetto di rame a lungo utilizzato per realizzare i caratteri mobili? Chi, tra noi, non ha mai annusato il profumo dell’inchiostro, quasi in rapimento d’estasi? Ché questo nome sia, dunque, l’augurio di longevità della carta stampata e del suo immancabile afrore di china. Ora sta a Voi contribuire all’impresa.

Nel manifesto della rivista dichiariamo immediatamente l’intenzionalità di dare a Voi, in lettura, uno strumento agile che rispetti i canoni di una ‘leggerezza densa’, a cui speriamo di riuscire a tener fede. MATERia intende essere una voce libera per riflettere insieme e per omaggiare la bellezza.

Certamente la materia prima che transitenella nostra officina sarà la realtà culturale pugliese, spaziando dalla letteratura alla poesia, dall’arte al costume, dalla storia alla musica, dal cinema alla società.

Diverse le rubriche che daranno vita agli articoli e che ci auguriamo possano creare un vivo dialogo con voi Lettori. In questo numero sarà il tema dello sguardo e dell’immaginazione a costituire il filo conduttore. Buona lettura.

Maria Pia Latorre









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